Arte in dialogo tra Italia e Cina. Tutti gli artisti di Flow, parte prima.

Ben 25 artisti tra italiani e cinesi saranno presenti con le loro opere, per un totale di 30 tra installazioni, quadri e video, nel salone della Basilica Palladiana di Vicenza in occasione della seconda edizione di Flow. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo, dal 25 Marzo 2017. Quello che si prospetta è uno spaccato della creatività contemporanea, fornito da maestri selezionati per l’autenticità e la riconoscibilità della propria poetica, senza dare temi e percorsi predefiniti ma lasciando aperte al dialogo le considerazioni critiche. Nella molteplicità delle voci che partecipano a questo confronto tra due culture, il dialogo ci permette di trovare differenze e punti di contatto, per aprirci alla conoscenza dell’altro ma anche per comprendere meglio noi stessi.

Iniziamo a conoscere gli artisti e le modalità con cui si affacciano al dialogo inaugurato grazie a Flow. L’utilizzo della tecnologia ad esempio, viene declinato in diverse modalità e per fini diversi da artisti di entrambe le provenienze. Tian Xiaolei presenta un video animato da esseri umani del futuro, creature ibride che raccolgono in sé tradizione storica e avanguardia scientifica mentre gli italiani Roberto Pugliese ed Enrico Iuliano lavorano sulla fisica dei liquidi per restituire effetti sonori. Il primo si confronta con la sperimentazione  musicale e dell’arte visiva dando al fruitore una nuova chiave d’ascolto, il secondo indaga i suoni cimatici, che modulano la materia in base alla scienza delle onde.

L’astrazione geometrica, che pur non appartiene alla tradizione cinese, è proposta nella tela Cui Xiuwen, Reincarnazione, come accesso all’immateriale nel superamento dell’idea buddhista di reincarnazione e si pone in dialogo diretto con i motivi geometrici dei tappeti di Aniwar Mamat  che recupera la tecnica artigianale del feltro. Una rielaborazione della tradizionale produzione ceramica con risvolti contemporanei e pop nel rendere omaggio a Andy Warhol, è l’opera di Bertozzi&Casoni, Brillo Box, mentre la ricerca dei Chao Brothers, da 10 anni impegnati a ripercorrere la storia cinese attraverso la riproduzione di scarpe in grandi dimensioni, utilizza la tecnica millenaria della terracotta cinese.

L’argilla è anche la protagonista del video di Geng Xue volto a mostrare il lavoro dello scultore in dialogo con Michelangelo.  Ancora la sapienza artigianale tradizionale, stavolta sul versante italiano, viene utilizzata da Simone Crestani  per la creazione di suggestive installazioni di alberi contorti e costretti da forze opposte.

Da un primo sguardo i temi che accomunano gli artisti sono quelli della tensione della società contemporanea tra tradizione e tecnologia, tra recupero di saperi e valori delle grandi culture del passato, sia da Oriente che da Occidente e spinta verso un futuro a cui dare una forma e un significato che già ci condiziona.

Chao Brothers, Pottery shoes, 2014, terra cotta, cm 100x45x50
Chao Brothers, Pottery shoes, 2014, terra cotta, cm 100x45x50


Chao Brothers, Pottery shoes, 2014, terra cotta,
cm 100x45x50

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2 Comments
  • manuela veronesi
    13 Marzo, 2017

    Continuità interessante dallo scorso anno, in cui la presa di contatto con l’arte cinese contemporanea è stata una vera straordinaria rivelazione per me. Sarò un’attenta visitatrice della seconda edizione.

    • myvonne
      13 Marzo, 2017

      Grazie gentile Manuela, elementi di continuità e anche importanti novità quest’anno, a partire dall’allestimento ‘senza pareti’ che le aprirà lo sguardo sul salone della basilica. Per scoprire tutti i nuovi artisti della seconda edizione le segnaliamo, se non li avesse già letti, la seconda parte e la terza parte della presentazione della mostra ai rispettivi link, sperando di fare cosa gradita.

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